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Acaya
è il nome con cui oggi viene chiamata quella che anticamente era
conosciuta come la borgata di Segine. Acaya deve il suo nome ad una
antica casata, sicuramente di origine greche (vedasi principato di
Acaia), sta di fatto che arrivarono in Italia al seguito di Carlo I,
il quale assegnò alla famiglia il feudo nel 1285. Nel 400 e 500
tutta l'Italia meridionale era oggetto di continue scorrerie da
parte degli Ottomani, nacque così l'esigenza di proteggere la costa
e l'entroterra. Tale esigenza fu particolarmente sentita
dall'Imperatore Carlo V, che dopo l'assedio di Otranto avvertiva il
pericolo di invasioni turche nel suo Impero. Fu proprio Il Barone
Alfonso di Acaya, braccio destro di Andrea Carafa allora
governatore, che fu incaricato di presidiare Otranto dopo
l'invasione turca. La vicinanza della famiglia Acaya alla Corte di
Carlo V consente al figlio di Alfonso "Giangiacomo" di introdursi
in ambienti colti e raffinati, a cavallo tra l'Italia e la Spagna.
Ma fu solo nel 1528 che Giangiacomo riuscì a farsi apprezzare alla
Corte di Carlo V, quando con l'ausilio del Marchese Castriota e di
un modesto contingente militare riuscì a fermare l'avanzata dei
francesi nel Salento. Fu allora che Carlo V apprezzò le doti di
Giangiacomo come militare, stratega ed architetto e nel 1536 lo
incaricò di costruire la cittadella fortificata di Acaya.
Dopo
Acaya, nel 1539 Giangiacomo fu incaricato di fortificare Lecce, ma ne
curò solo il progetto in quanto per i numerosi impegni la realizzazione
fu affidata a Guarino Renzo. Le sue qualità ed il suo ingegno gli
valsero la nomina di ingegnere generale del Regno di Napoli, infatti fu
incaricato di fortificare Castel S. Elmo a Napoli e poi Sorrento, Ischia,
Capri e numerose località in tutto il regno.
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